Come potea non piangere anzi, e poi
Non tornar lieto il ciel, sacro signore,
Mirando voi di lui pregio ed onore
Girven tanto lontan dall'Arno e noi?
Ben turbar sì dovea, se non de' suoi,
De' nostri mali irato, e poscia fuore
Mandar più che mai chiaro ogni splendore
Per toglier danno e dispiacere a voi.
Nuovo non è, ch'anime elette e rare
Privilegi talor fuor d'uso umano
Qual sommo Re, che le governa e regge.
Fermò lassuso il Sol, quaggiuso il mare
Seccò, quando a lui parve: e chi dia legge
A quella sola, onnipotente mano?