Mentre il fido Damon, con rozzi accenti,
Tutto d'un dolce ardendo alto disìo,
Cantava il suo buon Dafni, appo un bel rio,
Spargea Tilermo al vento esti lamenti:
Perché, Ninfa crudel, non acconsenti,
Ch'io sia il tuo drudo e spregi il pregar mio?
Già non ha più che un toro il cielo, ed io
N'ho in questo loco e 'n quel pieni gl'armenti.
Non han più d'un monton tutte le stelle,
Dove io mille ne pasco in mille boschi;
Esse non n'hanno, io ho manzi e vitelle.
Se tu vedessi le mie pecorelle,
Quanto elle saltan ben: nessun de' Toschi
Pastor, diresti, l'ha più grasse e belle.