Carlo, come è, che quel leggiadro, altero
Vostro, s'alcun fu mai, divino ingegno
Discendesse ad amor superbo e 'ndegno,
Conoscendo in altrui, più ch'altri, il vero?
A più chiaro soggetto e via men fero
Volgan vostro alto cor giusta ira e sdegno,
Or che falso veder di voi non degno,
Più non v'appanna il buon giudizio intero.
Ben è dritto e ragion, se tristo e negro
Roco äugel, lieto canoro e bianco
Cigno non cura, anzi 'l dispregia e fugge.
Quanto pria vosco, e poi meco m'allegro,
Veggendo saldo il vostro lato manco,
E fatto bel seren delle nostre ugge!