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1503–1565

SONETTO XII.

Benedetto Varchi

Cara pianta gentil, nelle cui fronde Sacre la speme e i miei casti desiri S'annidan tutti, in te sì dolce spiri Zefiro, e tai ti sian la terra e l'onde;

Che né caldo giammai, né verno sfronde I tuoi bei rami, cui dove che io giri La vista, o volga il piè, per sempre io miri, Né so viver, né posso, o voglio altronde:

Ch'ogni gioia, ogni pace, ogni riposo Mi vien, già fugge il terzo decimo anno, Dall'ombra, dall'odor delle tue foglie. Quanto per reo costume i volgari hanno

Caro e soave, i buon vile e noioso, Solo il pensare a te del cor mi toglie.

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