Michelagnolo, io ben cerco e m'ingegno
Quando la morte nude ossa e trita terra
Fatto m'avrà, restar quaggiuso in terra,
Ed emmi quasi ogn'altra cura e sdegno.
Ma, se non fosse un vivo e verde legno,
A cui, perch'ogni ben dentro si serra
Nella sua scorza, umìl l'alma s'atterra,
Non avrei contra Stige alcun ritegno.
Ond'io, non che d'Amor, le selve il sanno,
Mi doglia, o d'allentar le fiamme tenti,
Lo prego, ch'ognor più m'incenda e scempi.
Poser gl'antichi saggi altari e tempi
A lui, ch'io preso al cinquantesimo anno
Lodo e ringrazio; e tu già ten lamenti?