Skip to content
1503–1565

SONETTO XCVII.

Benedetto Varchi

Vivaldo, a cui di morte ira, né sdegno Nuocer non puote omai, tanto da terra V'innalza ognor colei, che di sotterra Trae l'uomo, e 'l fa di viver sempre degno:

Ben sapete, ch'anch'io m'addoglio e 'ndegno Di vedere or per onde, ed or per terra Venir da questa genti e quella terra, Per preda e scempio far del nostro regno.

Ma che giova il mio duolo, o 'l vostro affanno? Fuggir non puossi; onde soffriam contenti Que' che ne danno i fati acerbi ed empi. Ben verrà, credo, un dì, che questi tempi

Antichi detti e felici saranno: Poi torneran tutti i valori spenti.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO XCVII. · Benedetto Varchi · Poetry Cove