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1503–1565

SONETTO XCVII.

Benedetto Varchi

Sacri, superbi, avventurosi e cari Marmi, che 'l più bel tosco in voi chiudete, E le sacre ossa e 'l cener santo avete, Cui non fu dopo lor, ch'io sappia, pari:

Poi che m'è tolto prezïosi e rari Arabi odor, di che voi degni sete, Quanto altri mai, con man pietose e liete Versarvi intorno e cingervi d'altari:

Deh! non schivate al men, ch'umìle e pio A voi, quanto più so, divoto inchini Lo cor, che, come può, v'onora e cole. Così, spargendo al ciel gigli e viole,

Prego Damone e i bei colli vicini Sonar: Povero il don, ricco è 'l disio.

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