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1503–1565

SONETTO XCV.

Benedetto Varchi

Vivaldo, tutto quel ch'io schietto e vero Di me l'altr'ier vi dissi, oggi raffermo, Anzi tanto ognor più debile infermo, Che miracolo è ben, ch'omai non pero.

Dunque da cieca vista occhio cerviero Soccorso attende, e come puote inermo Tiron donare a duce armato schermo? O guidar remator saggio nocchiero?

Pur io quanto di voi dal cor ritraggio, Vi conforto oggimai romper quel laccio, Che qui sdegnoso tienvi e non senza ira: E gir là dove più benigno raggio

Del ciel forse distrugga il duro ghiaccio Di fortuna, ch'a i buon talvolta aspira.

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