Vivaldo, tutto quel ch'io schietto e vero
Di me l'altr'ier vi dissi, oggi raffermo,
Anzi tanto ognor più debile infermo,
Che miracolo è ben, ch'omai non pero.
Dunque da cieca vista occhio cerviero
Soccorso attende, e come puote inermo
Tiron donare a duce armato schermo?
O guidar remator saggio nocchiero?
Pur io quanto di voi dal cor ritraggio,
Vi conforto oggimai romper quel laccio,
Che qui sdegnoso tienvi e non senza ira:
E gir là dove più benigno raggio
Del ciel forse distrugga il duro ghiaccio
Di fortuna, ch'a i buon talvolta aspira.