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1503–1565

SONETTO XCIX.

Benedetto Varchi

Quando all'usato mio dolce soggiorno Tra valli e colli e boschi e fonti e fiumi Fuggo: non già da voi, celesti numi, Parto, ma bene a me medesmo torno;

Costì, per vero dir, mi sembra un giorno Più di mille anni, e par ch'io mi consumi: Qui vivo lieto, ove le selve e i dumi Non cercan sempre l'altrui danno e scorno.

Ma se quel, ch'entro il cor tacito e solo Cantando vo, con più di mille insieme Per la Garza, e Forcella, e Tavaiano, Udisse il fero invidïoso stuolo,

Ben vedria quanto è folle, e come in vano Fatica l'ardir suo, ch'al vento freme.

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