Non a me, no, se dir volete il vero,
Ch'altro certo non son ch'un picciol vermo,
Date, caro Vivaldo, s'io mi schermo
Talor da cruda invidia e destin fero:
Ma a quel Signore, in cui m'affido e spero,
In cui tutte mie voglie e pensier fermo.
Che può manco guerrier, che né star fermo
Sa, né fuggir contra nemico intero?
Onde voi non da me, che, se non caggio,
Mi reggo a pena in piè, s'uscir d'impaccio,
Cercate, e gire u' bel disio vi tira;
Ma sol d'alto Re, com'anch'io faccio,
Ardir prendete, non men pio che saggio;
Di quindi e non d'altronde ogni ben spira.