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1503–1565

SONETTO XCIII.

Benedetto Varchi

Se di buon seme Amor, frutto sì rio Già canuto cultor mieto e raccoglio, Se lappole diventa e prune e loglio Quanto nel campo tuo vo spargendo io:

Se d'onesta beltà casto desìo Biasma il volgo ignorante, già non voglio Lasciar d'esser qual fui, ma come soglio, Soffrir l'altrui peccato e 'l danno mio.

Dunque sarà, che la rea turba e 'l vile Stuolo, che contra i buon sempre bisbiglia Dal maggior ben che sia quaggiù, mi scioglia? E certo non fia; ché non ben si consiglia

Quando per falsa tema un cor gentile Del suo proprio tesor sé stesso spoglia.

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