Se di buon seme Amor, frutto sì rio
Già canuto cultor mieto e raccoglio,
Se lappole diventa e prune e loglio
Quanto nel campo tuo vo spargendo io:
Se d'onesta beltà casto desìo
Biasma il volgo ignorante, già non voglio
Lasciar d'esser qual fui, ma come soglio,
Soffrir l'altrui peccato e 'l danno mio.
Dunque sarà, che la rea turba e 'l vile
Stuolo, che contra i buon sempre bisbiglia
Dal maggior ben che sia quaggiù, mi scioglia?
E certo non fia; ché non ben si consiglia
Quando per falsa tema un cor gentile
Del suo proprio tesor sé stesso spoglia.