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1503–1565

SONETTO XCII.

Benedetto Varchi

Sì Pale al buon Elpin sempre in migliore La greggia avanzi, e Pane il suo bel canto Oda e gradisca sì che 'l primo vanto Dopo lui porti e 'l più sovrano onore:

Come Damon del suo pietoso core Pago si tenne e surse lieto alquanto Al chiaro suon che pria dal duolo affranto, Mesto in terra giacea pien d'alto orrore;

E con sue stesse man rime sì care Entro la scorza d'uno antico faggio, Che stampa d'ombra al melloncel l'arene, Scrisser lor sovra in note larghe e rare:

Leggi, pastor, che fuggi il caldo raggio, L'altrui dolce pietà, l'aspre mie pene.

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