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1503–1565

SONETTO XCII.

Benedetto Varchi

Nelle cose di qui che tosto han sera, Anzi son tutte vanitati espresse, Onde sono in non cal dai saggi messe, Folle del tutto e cieco è ben chi spera.

Non tante arene ha 'l mar, fior primavera, E le stelle del ciel son meno spesse Delle pene di Lui, che stolto elesse Quello, onde l'alma insieme e 'l corpo pera.

Né le vostre o di marmo o di bronzo opre, Se ben far sanno gl'uomini immortali, Giovar puonno a schifar gl'eterni mali. La ragion dunque, e non il senso adopre

In voi, diletto mio Poggin, che fuora Del cammin dritto non usciste ancora.

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