Adige e Po, che 'l fral di me portate
Nel mar, che dall'un canto Italia cinge:
Lo spirto no, cui maggior possa spinge,
Là 've è 'l fior di bellezza e d'onestate;
Deh! se per venti, o piogge unqua turbate
Non sian vostre onde, e se pietà vi stringe
D'un ch'altrui forza e suo voler costringe
Lasciar quanto mai fu senno e beltade:
Serbate in questi tronchi e 'n questi sassi
Le mie giuste preghiere e 'l mio rammarco,
Che ben ne piangeran le ninfe vostre;
Ne fia, credo, alcun mai, che quinci passi
Che, leggendo le pene ond'io vo carco,
Un picciol segno di mercè non mostre.