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1503–1565

SONETTO X.

Benedetto Varchi

Mentre che quasi nudo e non lontano Dalla druda, Idumon colla sua forca In man, le paglie e trite spighe inforca, E l'ammonta, per poi mondare il grano:

Molle Zefiro, dice, or che pian piano Se ne va 'l giorno e 'l sol già par che torca Da noi, per girne al nido, ov'ei si corca, Surgi, ti prego, omai soave e piano.

Fa, più caro de' venti, che la loppa Tutta e la lolla, e le festuche via Volino al tuo spirar col caldo insieme; Ed io, se poca non sarà, né troppa,

Alla dolce aura tua, colmo di speme, Spargerò fior con larga mano e pia.

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