Schiatta, Amor, mi legò con tanti nodi
E così stretti, ch'io non spero mai,
Né bramo, sì mi piacciono i miei guai,
Che morte, non che tempo unqua gli snodi.
Ben furo alte e cortesi quelle frodi,
Che colà mi menâr, come tu sai,
Ove io mirassi quei celesti rai,
Che passâr l'alma, quasi acuti chiodi,
Ond'io servo divenni, ed ella ancella;
Ma certo son, ch'al ciel più piana via
Non scorge, o n'apre in terra il Paradiso.
Schiatta, io ti giuro, che la vita mia
Era morta, ed io seco; or vivo ed ella,
Mercè di due santi occhi e d'un bel viso.