Signor, che sazio de' mondani onori,
Come prudente e temperato uom degge;
Il pingue vostro obbedïente gregge
Di sacre erbe pascete i santi fiori;
Ed or tra chiari fonti e verdi allori
Ove ognor siede la divina legge
Studiando fate quel ch'ivi si legge,
Che far denno a lor mandrie i buon pastori
Si fossi io un di vostra greggia, o vosco
Vivessi almen, che tanto o ladri o lupi
Temerei io, quanto lieve aura bosco.
Or temo, tal me stesso e lui conosco,
Che con l'astuzie sue l'Angel m'occùpi,
Che fu lucido già, quanto ora è fosco.