Tirsi, dove sì ratto esto mattino,
E sì per tempo? — A veder s'io potessi,
Damon, vedere il mio leggiadro Alessi.
E tu? forse a cercar del bel Carino? —
No, ma villa Canonica al Mulino,
Ove mirai Tirinto, e sì l'impressi
Nel cor ch'ei quasi pria, ch'io lo vedessi,
Di tutte le mie voglie ebbe il domino.
Ché poco oggi, anzi nulla, o teme o cura
Di me Carin, né io di lui, ma solo
Tirinto appresso Dafni amo ed onoro.
Ben temo, onde già piango e mi scoloro,
Ch'a lui suo senno apporte e mia sventura,
Danno e vergogna, a me vergogna e duolo.