Mentre 'l buon Tirsi ognor lungi e dappresso
Segue chi 'l fugge ognor presso e lontano,
Il suo bello e spietato Alessi, in vano
Seco si duole e lo rampogna spesso.
Non vedi omai crudel ch'io moro espresso
Per te? dice piangendo; e pur Montano,
Ch'è non padron, com'io, ma guardiano,
A starsi teco, oimè, chiami tu stesso.
Pigliati in don questa zampogna ch'io
Dal bel Tirinto dianzi, e Tirinto ebbe
In fin l'altr'ier dal suo fedel Damone,
Damon del gran Resterio, e con ragione
Per averla ogni cosa Elpin farebbe:
Dove son? chi m'ascolta? a cui parlo io?