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1503–1565

SONETTO LXXXVI.

Benedetto Varchi

Quanto bramo, Oradin, come disio D'esser omai di questa carne sciolto, In cui due volte e più, sei lustri involto, Altro mai che morir non ho fatto io:

Grano non già, ma sol zizzania il mio Campo ha prodotto; ond'io solo ho ricolto Cattivo seme, inutil sempre e stolto Figliuol contrario a i buon, ribelle a Dio.

Ma così va chi dorme; e ben conviene Aver conforme alla cagion l'effetto, E senza penne in alto uom mai non vola. Sì, mi giacqui e giaccio io; pur mi consola

Ch'a chi crede in Gesù, ch'è sol perfetto; Nulla non è che non adopri in bene.

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