Donna, se tanto la mia penna ardisce
E la mano e 'l pensier, che di voi carte
Verghi, non è che non conosca in parte
Sì folle error, ma nell'errar gioisce.
E se tema gelata unqua assalisce
Lo cor, che nulla ha da cantarvi parte,
Più disia di lodarvi a parte a parte;
Sì del suo troppo ardir stolto invaghisce.
Ma chi porria tacer veggendo in alta
Nobiltate e beltà senno sì pieno,
Cor sì pudico in sì cortese seno?
Il Po con gran ragion sé stesso esalta
Ch'a noi vi diè, Strozza real, né meno,
Che vi ci guarda e serba il minor Reno.