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1503–1565

SONETTO LXXXII.

Benedetto Varchi

Varchi gentil, se voi sapeste quale E quanta in me dolcezza e divin spira La bella donna mia, quando ella gira Ver me la vaga luce alta e 'mmortale;

Direste bene ch'al mio stato eguale Non sia tra quanti il Sol ne scorge e mira; E sì in alto il pensier talor mi tira, Ch'obblio tutto il terrestre ed il mortale.

Così la sua mercè del mondo ognora Imparo di schernir ciò, ch'uom disia Di stato, di tesoro e pompe vane. E chieggio sol che ver me sempre sia,

Qual sempre è stata, e quale ella è pure ora: Poscia s'abbia chi vuol ricchezze umane.

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