Il parto verginale e quell'altera
Progenie santa, eguale al suo gran Padre
Di lei che sposa fu, figliuola e madre,
Prima al Tebro cantò dotta e sincera
Musa: or voi, Zoppio mio, vedendo ch'era
In tenebre già chiusa oscure ed adre
Con voci d'Arno dolci, alte leggiadre
Le volgete in bel dì l'ultima sera.
Così, prego, seguite, che se vero
A noi dice la fama, il bel Sebeto
Dovrà tosto e non poco al picciol Reno:
E 'l tosco fiume assai di lodi pieno
Più che d'arene, com'io bramo e spero,
Sovra 'l suo frate andrà superbo e lieto.