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1503–1565

SONETTO LXXXI.

Benedetto Varchi

Il parto verginale e quell'altera Progenie santa, eguale al suo gran Padre Di lei che sposa fu, figliuola e madre, Prima al Tebro cantò dotta e sincera

Musa: or voi, Zoppio mio, vedendo ch'era In tenebre già chiusa oscure ed adre Con voci d'Arno dolci, alte leggiadre Le volgete in bel dì l'ultima sera.

Così, prego, seguite, che se vero A noi dice la fama, il bel Sebeto Dovrà tosto e non poco al picciol Reno: E 'l tosco fiume assai di lodi pieno

Più che d'arene, com'io bramo e spero, Sovra 'l suo frate andrà superbo e lieto.

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