Quando doveva, oimè! l'arco, e la face
L'una spenta del tutto e l'altro stanco,
A questo ardito e tormentoso fianco,
Per suo gran danno e mio, troppo vivace,
Non breve tregua pur, ma eterna pace
Donar, poi che nel lato e destro e manco
Per le nevi del capo omai vien bianco
Il crin fatto d'argento, che sì spiace:
Più che mai fresco, e più che mai cocente
Mi saetta lo stral, m'incende il foco
Di tal ferita e con sì caldo ardore;
Ch'ogni soccorso a mia salute è poco,
Anzi cresce la piaga, e fa maggiore
L'incendio ch'al suo mal l'alma consente.