Skip to content
1503–1565

SONETTO LXXXI.

Benedetto Varchi

Quando doveva, oimè! l'arco, e la face L'una spenta del tutto e l'altro stanco, A questo ardito e tormentoso fianco, Per suo gran danno e mio, troppo vivace,

Non breve tregua pur, ma eterna pace Donar, poi che nel lato e destro e manco Per le nevi del capo omai vien bianco Il crin fatto d'argento, che sì spiace:

Più che mai fresco, e più che mai cocente Mi saetta lo stral, m'incende il foco Di tal ferita e con sì caldo ardore; Ch'ogni soccorso a mia salute è poco,

Anzi cresce la piaga, e fa maggiore L'incendio ch'al suo mal l'alma consente.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO LXXXI. · Benedetto Varchi · Poetry Cove