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1503–1565

SONETTO LXXX.

Benedetto Varchi

Quanto a voi diè maggior doti e migliori Lo Re del cielo, onde sì raro sete; Tanto voi, caro conte mio, devete Rendere al Re del ciel grazie maggiori.

Che 'l buon vostro di dentro al bel di fuori Risponda è don di lui: quanto tenete È suo: indi la voce, indi movete I passi: ei si ringrazie, ei sol s'onori.

Fece noi senza noi; ma non già senza Noi vuol salvarci: e noi per noi non semo Non ch'ad oprar, pur a pensar bastanti. Folte tenebre son quanto vedemo:

Pretta ignoranza è qui nostra scienza: Non cappion tutto il ben gl'angeli santi.

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