Quanto a voi diè maggior doti e migliori
Lo Re del cielo, onde sì raro sete;
Tanto voi, caro conte mio, devete
Rendere al Re del ciel grazie maggiori.
Che 'l buon vostro di dentro al bel di fuori
Risponda è don di lui: quanto tenete
È suo: indi la voce, indi movete
I passi: ei si ringrazie, ei sol s'onori.
Fece noi senza noi; ma non già senza
Noi vuol salvarci: e noi per noi non semo
Non ch'ad oprar, pur a pensar bastanti.
Folte tenebre son quanto vedemo:
Pretta ignoranza è qui nostra scienza:
Non cappion tutto il ben gl'angeli santi.