Skip to content
1503–1565

SONETTO LXXVIII.

Benedetto Varchi

Come talor chi follemente i rai Mira fiso del sol, ch'altrove volto Nulla non vede, tanto ancor del molto Splendor ritien, che vince altrui d'assai;

Tal io nel cominciar tanto gustai Di mele, e tal dolce, ebbi, ch'ora involto Nel fel, non sento il tosco, e lieto e sciolto Vivo fra mille lacci e mille guai.

E so ben poi, che dopo alcuno spazio Scorgerò i segni, e piangerò l'amaro, Ch'or più soave assai, ch'ambrosia parme. Ma sia che può; ché la pena, e lo strazio

Da quei begli occhi m'è sì dolce e caro, Ch'io non posso da lor, né voglio aitarme.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO LXXVIII. · Benedetto Varchi · Poetry Cove