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1503–1565

SONETTO LXXVIII.

Benedetto Varchi

Mario, né chiara nobiltà di sangue, Né 'l saper dire il numero, in che enno I motor di lassù, né mondan senno Guardar puonne e scampar dall'antico angue

O non felici, a cui sì vanno e sangue Le delizie di qui, che per lor fenno Servi sé stessi, ed ubbidiro al cenno Di chi per torne il ciel, giammai non langue

E voi beato che drizzaste il collo Per tempo al pan degl'angeli, del quale Vivesi qui, ma non si vien satollo! Fugga, signor, da noi ciò ch'è mortale:

Chiamiam nel cantar nostro il vero Apollo: Ché; poco l'altro, anzi pur nulla vale.

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