Bernardo, non pur io doglioso nembo
Di lagrime e di sospir cocenti allora
Mesto versai, ma fu veduto ancora
Cader dagl'occhi un fonte al sacro Bembo;
E le Muse dolenti, aperte il grembo,
Spargere atri cipressi, e come irrora
L'erbette april, bagnar le guance ognora,
Sciolte il crin, nude il petto, oscure il lembo;
Quando il buon Cola, amor del Bembo e gloria
Seconda a nostra etate, il ciel salìo,
Lasciato il mondo abbandonato, e tristo;
Or voi ch'avete uguali al bel disìo
Le rime, e l'uno stil con l'altro misto,
Chiara di lui tessete eterna gloria.