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1503–1565

SONETTO LXXV.

Benedetto Varchi

Bernardo, non pur io doglioso nembo Di lagrime e di sospir cocenti allora Mesto versai, ma fu veduto ancora Cader dagl'occhi un fonte al sacro Bembo;

E le Muse dolenti, aperte il grembo, Spargere atri cipressi, e come irrora L'erbette april, bagnar le guance ognora, Sciolte il crin, nude il petto, oscure il lembo;

Quando il buon Cola, amor del Bembo e gloria Seconda a nostra etate, il ciel salìo, Lasciato il mondo abbandonato, e tristo; Or voi ch'avete uguali al bel disìo

Le rime, e l'uno stil con l'altro misto, Chiara di lui tessete eterna gloria.

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