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1503–1565

SONETTO LXXIX.

Benedetto Varchi

Il quinto lustro omai trapassa, ed io Già m'avvicino al cinquantesimo anno Poi che sempre entro e fuor senza alcun danno Arsi, Allegretto, in casto foco e pio:

Anzi con sì gran pro, che dopo Dio, A quelle frondi, che sue radici hanno In mezzo del mio core, e sempre avranno, Tutto debbo me stesso o buono, o rio;

Perché, se nacque mai cosa non vile Di me, ch'ancor non fui di scriver lasso, A lor si deve, e non a me la gloria: E voi 'l sapete, senza il quale un passo

Non mossi un tempo: onde vi prego umìle Farne a quei che verranno alta memoria.

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