Voi veramente, signor mio, sapete:
Da voi gl'altri apparare a puonno e denno,
Ch'a singolar prudenza, a raro senno
Unica probità congiunto avete.
Voi lungi al volgo in dolce, alta quïete
Quando dissero mai, quanto mai fenno
Gl'antichi saggi, ed a gran pena accenno,
Non ch'io trapassi il ver, tutto scrivete.
Voi di carità pieno d'umiltate,
Come vero di Dio servo e figliuolo,
Gl'altri non men che voi medesmo amate!
Ma io che fo, perché se non pietate,
Almen perdon da lui, ch'è trino e solo,
Debba trovar delle mie colpe andate?