Almo spirto divin sì dolce, ch'io
(Ambrosia e nettar non invidio a Giove)
Da rose e perle mai non viste altrove
Sussi con casto e sì caldo disio,
Che 'l mondo tutto a me stesso in oblio
Subito posi a mie venture nuove
Sempre meco pensando, e come e dove
Così tosto sparîr l'alma e 'l cor mio;
Ch'all'apparir di lui tremanti e lieti
Ratti volar colà, donde era entrato
In me cosa di lor più cara assai,
E con questa sola (o alti o bei segreti
D'Amor!) tiemmi ora in vita, anzi beato
Mi fece, e tal ch'io non morrò più mai.