Anton, che come il vostro altero nome
V'insegna de' miglior l'alte e profonde
Orme dritto seguendo avete, donde
Più che buono a ragion ciascun vi nome.
Queste, che neve e vile argento chiome
N'assembrano ora, eran dorate e bionde,
Quanto io la bella e casta e sacra fronde,
Qui vidi e presi l'amorose some.
Tra questi colli, in questi boschi, dove
Giace superbo Bivigliano altero,
D'ombre, d'acque, di fior, di frutti adorno:
Sopra quel verde poggio, u' col pensiero
Ventisette anni omai notte e dì torno,
Né trovar pace, o voglio, o posso altrove.