L'alto ch'io tesso ognor grave lavoro,
Peso non mio, ma da più forte braccia;
Molti e molti anni già, tutte discaccia
Da me le Muse, e me tutto da loro,
Quinc'è, secondo mio bramato alloro,
Ma non secondo ardor, ch'io di voi taccia;
Il cor non già, che per antica traccia
A voi pur vien, suo terzo almo ristoro.
E con voi parla; e vi dice ch'omai
Lasciato il mondo, altro non ho disìo,
Che far, ma con Gesù gl'ultimi lai.
Scrivasi del buon Razzi al cener mio:
Questi per non sentir gli eterni guai,
Tutti alfin volse i suoi pensieri a Dio.