Skip to content
1503–1565

SONETTO LXVIII.

Benedetto Varchi

Immortal donna, anzi mortale dea, Spregiar tutte le cose umane avvezza, La vostra unica in terra alma bellezza Di quante furo e fien beltati idea,

La somma in tutte l'altre esser potea Delle lor doti, e 'n voi nulla s'apprezza Ver la bontà, cui ciascun'altra è sezza, E questa sola è di mia morte rea.

Ch'io vorrei pur dietro la norma vostra Alcun riposo in questo uman vïaggio, E pace intera nell'eterna chiostra Ma tanti inciampi e dentro e di fuori aggio,

E tali il tentator spine mi mostra, Che quanto più brigo salir, più caggio.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO LXVIII. · Benedetto Varchi · Poetry Cove