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1503–1565

SONETTO LXVII.

Benedetto Varchi

Ecco che già, signor mio, nuovo riede Quel tanto acerbo giorno e tanto degno, Nel qual tremò la terra e 'l Sol diè segno Che Quei pativa ch'ogni cosa eccede:

Quel dunque, che felice alta vi diede Stella, volgete pellegrino ingegno A piangere e cantar quel santo Legno, Che del vero suo ben fe' 'l mondo erede;

E più Colui che sol per liberarne D'eterni danni, e farne al ciel la via, Discese in terra e prese umana carne. Che più deveva? anzi potea più farne?

O pietà somma o nuova cortesia, Per donar vita altrui, morte a sé darne!

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