Ecco che già, signor mio, nuovo riede
Quel tanto acerbo giorno e tanto degno,
Nel qual tremò la terra e 'l Sol diè segno
Che Quei pativa ch'ogni cosa eccede:
Quel dunque, che felice alta vi diede
Stella, volgete pellegrino ingegno
A piangere e cantar quel santo Legno,
Che del vero suo ben fe' 'l mondo erede;
E più Colui che sol per liberarne
D'eterni danni, e farne al ciel la via,
Discese in terra e prese umana carne.
Che più deveva? anzi potea più farne?
O pietà somma o nuova cortesia,
Per donar vita altrui, morte a sé darne!