Stufa, or che 'l ciel con disusata foggia
Nel più verde, fiorito e vago mese,
Irato versa con mille altre offese
Fredda ognor sopra noi più folta pioggia;
Voi nel cui petto ampio teatro e loggia,
Delle muse e d'Apollo amor s'accese
D'ogni virtù quelle onorate imprese;
A cui per erto e stretto calle uom poggia,
Seguite tutte, e fate sì ch'ancora
S'oda infin sovra il ciel sonar Vacciano,
Vaccian ch'oggi per voi tanto s'onora:
Del mio cor che costì con voi dimora
Tra quelle frondi ch'amò Febo invano,
Sovvengavi di me, prego, talora.