Filippo, e' non è fronde o foglie d'erba
In tutto quanto il vostro ameno colle,
Né sasso han questi monti, ove il ciel volle
Beato farmi nella etate acerba,
Cui non inchine il cor, che viva serba,
E vera quella sacra, ch'a lui tolle
Ogni delira impresa e pensier folle,
Pianta più ch'altra umìle, e più superba.
In questi verdi boschi, alla dolce ombra
Di questi freschi ontani, appo il bel rio
Che grato mormorìo fuggendo porge:
A piè di questo vivo fonte, obblìo
D'ogni cosa mortal nell'alma sorge,
Tal memoria e sì forte oggi l'ingombra.