Già nove volte ha 'l ciel girato intorno
Le sette stelle gelide unque mai,
Da ch'io la Brenta e 'l gran Bembo lasciai,
Per fare a voi, pianta del Sol, ritorno.
Né però s'apre ancor quel lieto giorno,
Che sgombro l'alma d'infiniti guai,
Mi renda il dolce aspetto, ov'io imparai
A non curar del volgo o loda, o scorno.
Quanto mar, lasso! quante selve! quanti
Monti ho già trapassato! e pur non veggio
L'arbore ancor, dove han le Grazie il nido.
O sacre foglie, o caste frondi, o santi,
Rami d'ogni valor ricetto fido,
Voi soli sempre, e null'altro mai cheggio!