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1503–1565

SONETTO LXIII.

Benedetto Varchi

Voi che 'l gran Tosco piano avete e chiaro Fatto alle genti, Daniello, ed ora L'opra vulgate al mondo onde s'onora, Pietola d'Ascra più, non dico al paro;

Non pure il Serchio oggi per voi sì raro Inchina, e l'Arno assai più ch'altro ancora, Ma piange il Tebro e si lamenta ognora, A sé stesso più vile, altrui men caro.

In voi per doppio ben vive e risorge, Quel santo Veglio e saggio, in cui l'antica Età fiorisce e 'l viver casto e bello; Ei solo in questo vil secolo, e fello,

Senza prego aspettar, la mano amica Per trarne seco al ciel, dispiega e porge.

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