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1503–1565

SONETTO LXII.

Benedetto Varchi

Mentre ch'or fuoco or ghiaccio in varie tempre, Portano all'alma ognor diversi affanni, E che l'estremo dì degl'ultimi anni Vicino è già che mi dissolva e stempre:

Perché sommo piacer non pur contempre, Ma vinca tutte le paure e i danni, Il mio caro e dolcissimo Alamanni Mi torna a mente, anzi v'è dentro sempre.

E parmi al tristo suon vederlo insieme Col suo buon frate e gran parente mesto, Asciugar gl'occhi tumidetti e molli, E dire: O mondo cieco o pensier folli,

Come qui solo e sconsolato resto, Da che 'l mio Varchi eterno sonno preme!

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