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1503–1565

SONETTO LXII.

Benedetto Varchi

Soave è il giogo di Gesù leggiero, Tutto è quel peso che per lui si porta, Giovanni mio: perché via più conforta, Ch'ei non affligge un cor puro e sincero.

Io, che fornito poco men che 'ntero Il cammino ho di questa vita corta, Per l'eterna acquistar, chieggio voi scorta, Che mi mostriate il sentier dritto e vero.

Che tarde non fur mai grazie divine: In quelle spero ch'anco in me faranno Altere operazioni e pellegrine. Tutti oggi i pensier miei vanno ad un fine,

Di farmi tal, che fuggir possa il danno, Ch'è maggior di tutti altri e non ha fine.

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