Barbaro mio, che intento ad alte imprese
Sol di trovare il ver sempre argomenti:
Tal sono in te contra nostro uso, spenti
I vizi tutti e le virtuti accese:
Dinne, onde avvien, che più spesse l'offese
Pruovo d'amore e più gli strai pungenti
Qui, dove io pur credea tra sterpi e venti
Più leggermente far da lui difese?
Ma dovunque io mi volga un faggio, un pino,
Un sasso, un colle, un rio m'assembra, e l'ora,
Quell'alma pianta, ove ogni ben s'aduna.
Poi, come più dappresso umil le 'nchino,
Tosto sparisce, ond'io di mia fortuna,
Di me stesso e d'amor mi doglio ognora.