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1503–1565

SONETTO LVII.

Benedetto Varchi

Barbaro mio, che intento ad alte imprese Sol di trovare il ver sempre argomenti: Tal sono in te contra nostro uso, spenti I vizi tutti e le virtuti accese:

Dinne, onde avvien, che più spesse l'offese Pruovo d'amore e più gli strai pungenti Qui, dove io pur credea tra sterpi e venti Più leggermente far da lui difese?

Ma dovunque io mi volga un faggio, un pino, Un sasso, un colle, un rio m'assembra, e l'ora, Quell'alma pianta, ove ogni ben s'aduna. Poi, come più dappresso umil le 'nchino,

Tosto sparisce, ond'io di mia fortuna, Di me stesso e d'amor mi doglio ognora.

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