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1503–1565

SONETTO LVI.

Benedetto Varchi

Ciò ch'è nascoso a noi, ciò ch'è palese, Quanto soffiano i venti e bagnan l'acque, Quel che si disse mai, quel che si tacque, Di Dio fu grazia ed è, Grazzin cortese.

Sol feo mobile il ciel: sol ei sospese La terra che nel mezzo al tutto giacque; Ei sol per sé fia sempre, ei mai non nacque; Null'altro lui ed ei tutt'altri intese.

Quanto si cela dunque, e quanto appare Di questo globo, a Dio deve, a Dio solo Nuovo la notte e 'l dì carme cantare: Ed al suo pari a lui caro Figliuolo,

Che per noi volle, o pietà singolare! Morir con tanto strazio e con tal duolo.

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