Ciò ch'è nascoso a noi, ciò ch'è palese,
Quanto soffiano i venti e bagnan l'acque,
Quel che si disse mai, quel che si tacque,
Di Dio fu grazia ed è, Grazzin cortese.
Sol feo mobile il ciel: sol ei sospese
La terra che nel mezzo al tutto giacque;
Ei sol per sé fia sempre, ei mai non nacque;
Null'altro lui ed ei tutt'altri intese.
Quanto si cela dunque, e quanto appare
Di questo globo, a Dio deve, a Dio solo
Nuovo la notte e 'l dì carme cantare:
Ed al suo pari a lui caro Figliuolo,
Che per noi volle, o pietà singolare!
Morir con tanto strazio e con tal duolo.