Già del mio corso uman trapassa il mezzo,
Già si volge nel ciel l'undecimo anno,
Ch'Amor mi diede il primo dolce affanno,
Per cui d'ogni viltà mi venne lezzo;
Che la pianta gentile, che aura e rezzo
Dona agli spirti miei, ch'altra non hanno
Requie e riposo, ogni mia noia e danno,
Ogni men bel pensier rompe nel mezzo.
Onde forse avverrà, che, se la Parca
Non tronca innanzi al natural confine
La vita, che volando a morte varca;
Tal mi farò, che tra le pellegrine
Alme, sola mercè del gran Monarca,
Vivrò qui molto a 'n ciel senza alcun fine.