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1503–1565

SONETTO LIV.

Benedetto Varchi

L'albero, che da lungo e pigro sonno, Ha già nove anni, anzi da viva morte Svegliommi per mia dolce e chiara sorte, Fattosi del mio cor sostegno e donno;

In questo breve e sì fallace sonno, Ch'altro non è, ch'un volar sempre a morte, Quelle m'insegna piane strade e corte, Che da i corpi levar l'anime puonno,

E portarle tanto alto, che la spera Ultima sotto sé veggiano, ed io Pure un passo da lui giammai non parto; E se mentre presaga il ver mai spera,

E non inganna altrui sempre il disìo, Produrrà in me virtù l'usato parto.

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