Altro che tu, dopo 'l gran Dafni mai
Non fia, ch'agl'occhi miei, Tirinto, piaccia,
E meno all'alma, che più certa traccia
Non ha, che i dolci vostri, alteri rai;
Per trovare ogni ben, per tutt'i guai
Fuggire, onde unqua non sarà, ch'io taccia
La bella donna, sol ch'a lei non spiaccia
Mia canna umìl, che tu tanto alta fai.
Ogni beltade, ogni bontà traluce
Da te Tirinto mio; dunque qual deve
Essere e quanta, onde tal vienti luce?
Alla penna, ond'io scrivo, amico e duce
Fu questa volta, e me da lungo e grave
Peso sgombrò colui che 'l giorno adduce.