Forse di questo falso mondo i fiori
Posson piacer, Päolo mio, ma i frutti
Riescon vani, o son tanti aspri tutti,
Ch'alcun saggio non è che pur gl'odori.
Portan vergogna alfin gl'umani onori:
Tornan gl'utili danni, i risi lutti:
Spina, ogni fiore, e s'alcun'è che frutti,
Vien bozzacchion di sua natura fuori.
Perch'io commendo il voler vostro meco,
Ed ammiro il poter dopo tanti anni
Viver sì lieto in così gravi affanni.
Io, che fin qui sordo son visso e cieco,
Oggi per ischifar gl'estremi danni,
Cerco in dritto cangiar l'oprar mio bieco.