Se di quell'arbor santo, alla cui ombra
Dolce sol dell'odor beato vivo,
E del quale sempre or penso, or parlo, or scrivo,
Onorato disio Metel, v'ingombra;
E meco esser bramate or dove ad ombra
Verde elce o faggio, or dove corre un rivo,
D'ogni vil cura e pensier basso schivo,
Per lei fuggir, che 'l mondo tutto sgombra,
Meraviglia non è, che ben nata alma
E ben nodrita il suo fin cerca, e solo
Virtù tutte può far sue voglie sazie:
Perch'io meco dell'un vi lodo, e grazie
Vi rendo all'altro, e per me certo, solo
Ch'io sappia e possa, alloro avrete e palma.