Vaga ninfa o pastor, che sagli o smonte,
Entra il fresco antro risonante, e sgombra
La stanchezza e la sete all'acqua e all'ombra,
Partendo inchina umìl gl'occhi e la fronte.
Al gaio suon di questo opaco fonte,
Che d'orror l'alme e di dolcezza ingombra,
Qui giacquer meco, e con Elpisto all'ombra,
Il buon Bona, il buon Zoppio e 'l mio buon Conte.
Queste parole entro una viva scorza
Vergò Damon di quel casto e gentile
Arbor ch'il guida al ciel con doppia forza;
Poscia ch'al mille cinquecento e sette,
Dopo cinquanta, il bel mese, ch'aprile
Segue, portato avea chi mai non stette.