Mira da questi colli il dolce piano,
Ch'Arno divide e l'alte mura, ov'io
Fui nato, e lieto vissi, infin, ch'al mio
Destin piacque da lor farmi lontano.
E rimembrando va di mano in mano
Quanto ebbe unqua il mio core o dolce, o rio,
E come il tollerò, di tutto a Dio
Degne grazie rendendo umile e piano.
Ed a quell'alma pianta, onde più fermo
Non hanno le virtù scudo e sostegno,
Né rifugio miglior gli afflitti e scampo:
Perch'ei ch'a i duri colpi e al fiero vampo
Di fortuna e d'invidia nacque segno,
Si fe' solo di lei riparo e schermo.